Revelli, voce di chi non ha voce

Il cuneese Nuto Revelli pubblica il suo primo libro – Mai tardi – all’indomani della guerra, nel 1946, E’ un libro di memorie, il racconto della tragedia dell’armata italiana in Russia (centomila i morti o dispersi), cui ha partecipato con i suoi Alpini. Segue, sul medesimo tema, La guerra dei poveri del ’62. 

   Ma nel ’66, con La strada del Davai, la stessa narrazione si ampia e si arricchisce: lo scrittore riporta le testimonianze di quaranta reduci della divisione Alpina Cuneense. Si tratta per lo più di contadini-soldati sopravvissuti a quella disastrosa ritirata: dalla loro viva voce Revelli raccoglie una storia orale – illuminante e impressionante – che ha spesso la drammaticità di un romanzo.

   Il medesimo intento – di salvare dalla dimenticanza i ricordi di chi non ha accesso alla scrittura – è alla base del suo libro più noto, Il mondo dei vinti del 1977. Sullo sfondo vi è in questo caso un’altra tragedia, addirittura epocale: l’agonia e la scomparsa della civiltà contadina, distrutta dal «terremoto dell’industrializzazione degli anni sessanta». Il lavoro che Revelli consegna al lettore nasce da ben duecentosettanta testimonianze registrate col magnetofono nelle case di campagna o nelle baite montane e fedelmente trascritte («senza mai forzare, senza mai distorcere»), traducendo il dialetto ma conservandone alcune espressioni. 

    Dall’affresco antropologico di una società arcaica scaturisce una straordinaria “lezione di sopravvivenza”: vi si parla di lavoro semischiavistico e dello scarso cibo (patate, castagne e polenta), di riti matrimoniali e religiosi, di maghi e guaritori, di mortalità infantile, di emigrazioni in Francia o in America e di rapporti tra uomini e donne. 

      «Erano le donne – nota Revelli – le mie interlocutrici più preziose», oltre che le vittime predestinate di una mentalità patriarcale: ed esclusivamente ad esse è dedicata, attraverso decine di ulteriori testimonianze, l’opera successiva, L’anello forte, il cui titolo allude al ruolo decisivo che la donna svolgeva (nonostante le discriminazioni subìte) all’interno della famiglia contadina.

    Infine, ancora dall’esplorazione e dall’ascolto di quel mondo – e delle fonti orali – nascono i romanzi-inchiesta cui Revelli dedica l’ultima stagione della propria attivita’, ricostruendo un paio di vicende emblematiche del secondo conflitto mondiale: Il disperso di Marburg del 1994 indaga sulla misteriosa identità di un anomalo soldato tedesco, inghiottito dal vortice della guerra nelle campagne piemontesi, mentre Il prete giusto (del ’98) ricostruisce la figura e il percorso di un prete-partigiano, un eroe sconosciuto e ignorato che Revelli incontra ormai alle soglie della morte. 

Nuto Revelli e Alessandro Galante Garrone

    Revelli prese parte alla Resistenza: e l’intera sua produzione narrativa non ha cessato di rispondere alla duplice esigenza dell’impegno civile e di un realismo documentario. In ciò è apparso accostabile ad altri due autori della sua generazione, Primo Levi Mario Rigoni Stern, anch’essi “non letterati di professione” e segnati dalla tremenda esperienza del fronte o della deportazione (anche se molte pagine del Mondo dei vinti richiamano soprattutto la Basilicata del Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi).

Continua a leggere

Scrivi tu

    Benvenuto!
    Il blog Il folle volo è uno spazio aperto.
    Inviaci segnalazioni di “Luoghi” letterari nella tua zona o di eventi che hanno a che fare con il mondo della Letteratura, oppure carica articoli o presentazione di esperienze didattiche sui temi trattati dal blog.
    Compila il form sottostante e allega il tuo contributo.
    Gli autori e la redazione del blog valutano tutte le immagini e i testi che vengono inviati a Il folle volo.
    Se il tuo contributo verrà ritenuto idoneo, riceverai una mail che ti avviserà della pubblicazione nel nostro blog.

    N.B. Queste liberatorie sono necessaria per consentirci di analizzare il tuo contributo ed, eventualmente, procedere con la pubblicazione. Spunta entrambe le caselle per procedere con l’invio del materiale.

    Ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679, ti informiamo che i tuoi dati personali saranno trattati solo per eventuale ricontatto in caso di pubblicazione nel blog del materiale da te inviato.
    Se hai meno di 14 anni non puoi registrarti né fornire relative autorizzazioni (D.Lgs. 10/8/2018 n. 101).
    Inviando il seguente messaggio dichiaro di aver letto l’informativa privacy

    Sei un docente e vuoi rimanere in contatto con noi in modo da essere informato sulle iniziative e sulle proposte di SEI per il mondo della scuola?
    Vedi la nostra informativa completa cliccando qui e poi indica cosa preferisci

    Sì, ho letto l’informativa e voglio rimanere in contatto con SEINo, non sono interessato

    Ricorda che se cambi idea, ti puoi cancellare dal servizio in qualunque momento cliccando sull’apposito link che troverai in ogni comunicazione ricevuta.