Nella città d’Asti in Piemonte, il dì 17 di gennaio dell’anno 1749, io nacqui di nobili, agiati, ed onesti parenti

Il Palazzo Alfieri, casa natale del poeta. 

L’impianto del Palazzo è medievale. La famiglia Alfieri ne divenne proprietaria nel corso del XVII secolo. Nel 1736 se ne decise una ristrutturazione, affidata all’architetto Benedetto Alfieri, cugino e “semi-zio” del poeta, celebre per avere realizzato importanti edifici barocchi. Per larga parte dell’Ottocento appartenne ai discendenti di Giulia Alfieri, sorella del poeta, e agli inizi del secolo successivo fu donato al comune di Asti e trasformato in Museo.

La forma è quella di un parallelepipedo, della lunghezza di quasi cinquanta di metri. L’imponente facciata presenta una serie di finestre al piano nobile, mentre sulla parte centrale si affaccia un portone circondato da lesene bugnate, sovrastato da un balcone concavo con vetrata ad arco. Nell’interno, dall’atrio si diramano uno scalone a destra e l’ala principale del palazzo (lunga ventidue metri) a sinistra. Elegante e scenografico anche il cortile trapezoidale.

Il Museo presenta incisioni e litografie del XVIII e XIX secolo e costumi, bozzetti e documenti teatrali attinenti all’attività del tragediografo. Non mancano vari suoi oggetti personali (e una ciocca dei suoi capelli) conservati dalla Contessa d’Albany.

Di particolare interesse alcuni dipinti esposti nelle diverse stanze, a cominciare dal Ritratto di Vittorio Alfieri realizzato nel 1797 da Francois-Xavier Fabre, che il poeta stesso inviò in dono alla sorella, ritenendolo particolarmente somigliante. 

Nel salotto si trovano il Ritratto della contessa d’Albany (copia di Edourd Marsal dall’originale di Jean Fabre) e un Edipo del medesimo Fabre, mentre la camera natale del poeta ospita i ritratti della madre, Marianna Monica Maillard di Tournon, e della sorella Giulia.

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