Lavorare su coppie di sonetti: un percorso nel Canzoniere petrarchesco

La tradizionale lettura antologica del Canzoniere di Petrarca, pur avendo il vantaggio di far conoscere agli studenti molti testi canonici, sui quali si è modellata tutta la lirica amorosa successiva, rischia di non rendere giustizia a una delle più importanti novità della raccolta, ovvero il suo carattere macrotestuale: ne sono testimoni sia l’incessante lavoro di revisione che Petrarca stesso compie sul manoscritto, limando, correggendo e spostando i componimenti, sia il fitto tessuto di echi e rimandi interni fra i testi.

Si propone, quindi, un percorso di lettura del Canzoniere che possa mettere in luce questo aspetto pur senza tralasciare alcune delle liriche più celebri della produzione petrarchesca; si è scelto di analizzare esclusivamente sonetti, sia perché il confronto fra testi formalmente analoghi è più chiaro ed immediato, sia perché, grazie alla loro brevità, il lavoro su una coppia può essere comodamente svolto in un’unica ora di lezione, anche di durata ridotta nel caso di DaD/DDI. Infatti, si procederà accostando l’uno all’altro due sonetti dalla tematica analoga, analizzandone somiglianze e differenze.

TemaSonettiElementi da evidenziare nell’analisi
L’incontro con LauraLXI, Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese e l’anno/LXII, Padre del ciel, dopo i perduti giorni Che cos’è un sonetto anniversario;
La posizione contigua dei due componimenti ma la condizione psicologica dell’io lirico totalmente differente;
Il tono di preghiera di entrambi i sonetti: di lode LXI, di pentimento e richiesta di misericordia LXII;
Il ruolo di Laura: ispiratrice di poesia in LXI, responsabile dell’allontanamento del poeta dalle “belle imprese” in LXII.
Il ripiegamento autobiografico e il rapporto con il pubblicoXXXV, Solo et pensoso i più deserti campi/CCXXXIV, O cameretta che già fosti un porto In entrambi i componimenti: tentativo di fuggire da se stesso e dai propri pensieri;
XXXV: ricerca di un luogo solitario in cui isolarsi e allontanarsi dalle “genti” che lo scherniscono;
CCXXXIV: insofferenza per i luoghi privati ed intimi che davano conforto e ricerca del contatto con la folla;
concezione negativa del “vulgo”.
LauraXC, Erano i capei d’oro a l’aura sparsi/CLIX, In qual parte del ciel in quale idea Lode alla bellezza della donna;
In XC descrizione delle caratteristiche fisiche; in CLIX bellezza ideale e “platonica”, non solo fisica ma anche spirituale;
In XC la bellezza di Laura, ora sfiorita, è rievocata dal poeta; in CLIX è percepita da chiunque, è universale;
In entrambi: bellezza fonte di sofferenza per l’io lirico.
Il dissidio interioreCXXXIV, Pace non truovo e non ò da far guerra/CCLXXII, La vita fugge e non s’arresta una hora Dissidio e tormento interiore;
In CXXXIV è provocato dagli effetti opposti dell’amore “coincidentia oppositorum”; in CCLXXII dalla riflessione esistenziale del poeta ormai anziano;
Uso della tecnica “de oppositis” > antitesi, chiasmi, ossimori.
La tematica civile e politicaVII, La gola ‘l sonno e l’otiose piume/CXXXVI, L’avara babilonia à rotto il sacco Critica alla società del proprio tempo;
Accuse agli uomini in VII, alla curia papale ad Avignone in CXXXVI;
Uso del linguaggio e dei paragoni mitologici in VII, biblici in CXXXVI;
Ruolo dei vizi capitali;
Tono mesto ed esortazione finale in VII, tono profetico ed invettiva in CXXXVI.
La struttura del Canzoniere: proemio e conclusioneI, Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono/CCCLXV I’ vo’ piangendo i miei passati tempi– Funzione strutturale dei due componi-menti;
– Il punto di enunciazione dei due sonetti: probabilmente immediatamente successivo alla morte di Laura in I, alla fine della vita in CCCLXV;
– La richiesta di pietà e di perdono: in I ai lettori, in CCCLXV a Dio (confessione);
– Le parole chiave “vano” e “vergogna”;
– La consapevolezza dello “sviamento” e il conseguente pentimento;
– L’introspezione autobiografica.

Si preferisce posticipare la lettura del sonetto proemiale alla fine del percorso perché sia più evidente la sua, ben nota, funzione palinodica.

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