I desaparecidos di Isabel Allende

Il 10 dicembre si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Uomo

Questa è la storia di una donna e di un uomo che si amarono in pienezza, evitando un’esistenza banale. L’ho serbata nella memoria affinché il tempo non la sciupasse ed è solo ora, nelle notti silenziose di questo luogo, che posso infine raccontarla. Lo farò per quell’uomo e quella donna che mi confidarono le loro vite dicendo: prendi, scrivi, perché non lo cancelli il vento.

    Isabel Allende è in esilio in Venezuela quando scrive e pubblica D’amore e d’ombra, che nel 1984 fa seguito al fortunatissimo romanzo d’esordio La casa degli spiriti: una saga familiare che attraversava la storia novecentesca del Cile sino al golpe militare del 1973 e alla spaventosa repressione che lo seguì, con tanto di arresti arbitrari, sparizioni, torture ed esecuzioni sommarie. 

   Qui la narrazione attinge alle cronache ordinarie di quei giorni e la tragedia dei desaparecidos incombe, come una gigantesca ombra, al centro della narrazione. Quanto all’amore, esso è passione fisica e sentimentale, ma è specialmente dedizione a un ideale condiviso e a una comune visione del mondo, fondata sulla lotta per la libertà che avvicina e coinvolge Irene Beltran e Francisco Leal: lei giornalista, impaziente di sottrarsi alla campana di vetro di una madre superficiale e protettiva, lui psicologo disoccupato e fotografo, figlio di una coppia di esuli politici dalla Spagna franchista ed educato alla scuola di un padre che dal comunismo è approdato all’anarchia: 

   La rivoluzione, diceva, deve provenire da un popolo che si desta, prende coscienza dei propri diritti e della propria forza, sceglie la propria libertà e si mette in marcia.

   La svolta nella loro vita avviene allorché si trovano a occuparsi del caso di Evangelina Ranquileo, una ragazzina che possiede doti medianiche: le crisi convulsive che l’assalgono a mezzogiorno la precipitano in uno stato di trance, che produce effetti sorprendenti nell’ambiente circostante, spostando i mobili e facendo vibrare le pareti (ricompaiono, in lei, i fenomeni parapsicologici già sperimentati dalle protagoniste della Casa degli spiriti, così frequenti nella narrativa sudamericana del “realismo magico“). Alla scomparsa di Evangelina, sequestrata da militari che intendono ricondurla alla ragione, seguono le pericolose indagini intraprese da Irene e Francisco, sino alla macabra scoperta delle fosse comuni e di una rete di omertà che fa capo al dittatore (l’innominabile generale). Ma la loro è anche una sconvolgente presa di coscienza della sistematica disinformazione che li circonda (Le notizie sui giornali erano tranquillizzanti, vivevano in un regno incantato).

   Come molti altri attivisti dei diritti umani – di ogni continente – sperimenteranno il dolore della lontananza dal loro paese: quella parola avrebbe costellato i loro destini: ritorneremo, ritorneremo…. Ma soprattutto si renderanno conto dell’importanza dell’opinione pubblica internazionale (e di organizzazioni come Amnesty International o la Croce Rossa) e dell’urgenza di denunciare in tutte le sedi i crimini di cui erano stati testimoni:

Si presentò all’assemblea delle Nazioni Unite, alle tavole rotonde della stampa, negli studi televisivi, ai congressi, nelle università, ovunque, per parlare degli scomparsi e per impedire che l’oblio cancellasse quegli uomini, quelle donne e quei bambini fagocitati dalla violenza.

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